Il Tutor salva la vita, ma non perdona!

Nel 1999 il tasso di mortalità sulla rete gestita dal Gruppo Autostrade era pari a 1,14 decessi ogni 100 milioni di chilometri percorsi. In questi ultimi nove anni, gli sforzi per ridurre le vittime della strada sono stati importanti e rivolti in diverse direzioni: il 79 % della rete è stata dotata di asfalto drenante, l'età media dei manti stradali è stata ridotta a 3 anni, sono stati chiusi tutti i by-pass per evitare pericolosi cambi di carreggiata, sono stati installati 370 assorbitori d'urto, 833 pannelli a messaggio variabile e nuovi pannelli agli svincoli per scongiurare ingressi contromano. Le ricerche sostengono che la distrazione abbinata all'elevata velocità, costituiscono le principali cause di decessi sulla rete autostradale. Il 60 % degli incidenti mortali è infatti imputabile a questi comportamenti.

Proprio per scoraggiare il superamento dei limiti di velocità, si è rivelato particolarmente efficace il sistema Tutor. Il Tutor è stato introdotto sulle Autostrade italiane il 23 dicembre 2005 ed è nato dalla collaborazione tra Autostrade per l'Italia S.p.A. e la Polizia Stradale che si occupa della gestione del sistema. Il funzionamento è piuttosto semplice: il meccanismo è in grado di rilevare la velocità media di tutti i veicoli che percorrono un dato tratto autostradale, anche in condizioni di scarsa visibilità. Il procedimento consiste nel registrare il passaggio di tutti i veicoli mediante la lettura automatica della targa. Ad una distanza che può variare tra i 10 ed i 25 chilometri gli stessi veicoli vengono nuovamente monitorati e per ognuno di essi il sistema calcola la velocità media di percorrenza. Se il risultato è superiore alla velocità consentita, l'immagine viene registrata e messa a disposizione della Polizia Stradale per il conseguente accertamento e per la verbalizzazione dell'infrazione, altrimenti i dati vengono cancellati.