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La tassa automobilistica

La tassa automobilistica
La tassa automobilistica ha un origine storica lontanissima e nasce ancor prima dell'automobile, infatti erano già tassati i carri a traino animale. In passato però era una tassa di circolazione e solo apartire dal 1983 si è trasformata su una tassa sul possesso di veicoli. Anche la denominazione della tassa è stata oggetto di vari cambiamenti "tassa di circolazione", tassa automobilistica, bollo, bollo auto.
Chi la paga
Deve provvedere al pagamento della tassa automobilistica il proprietario del veicolo a motore. Il principio applicato è quello della responsabilità, ciò significa che qualcuno può sempre sostituirsi al proprietario nel pagamento e finché non avvengono errori od omissioni tutto procede regolarmente.I controlli antievasione mirano, infatti, ad accertarsi che ad ogni veicolo corrisponda un versamento senza andare poi effettivamente a verificare l'identità di chi ha provveduto ad effettuare ogni volta il pagamento. Una delle conseguenze più ovvie di questo sistema è che, se il proprietario di un veicolo effettua un passaggio di proprietà in modo irregolare e chi ha acquistato il veicolo continua a pagare con regolarità il precedente proprietario non riceverà nessun addebito. Problemi semmai possono nascere in caso di mancati versamenti.Diversa la situazione per ciclomotori e quadricicli che, non essendo soggetti a registrazione, prevedono che la responsabilità del pagamento ricada su chi guida il veicolo. Dal 2003 però il Codice stabilisce che, anche per ciclomotori e quadricicli leggeri, deve esserci una registrazione presso l'archivio nazionale veicoli tenuto dal Dipartimento trasporti terrestri. In definitiva, ai fini dell'individuazione del proprietario del veicolo, fanno fede i pubblici registri o, in mancanza di essi, l'idonea documentazione.
Quanto si paga
L’importo da pagare varia in ragione della categoria del veicolo e degli elementi presi a riferimento per la tassazione: potenza del veicolo, portata utile, etc.La cifra da versare viene stabilita da ogni regione partendo da un tariffario fissato su scala nazionale le cui cifre possono essere aumentate del 10% all'anno con apposite addizionali. L’importo da pagare dipende non solo dalle caratteristiche del veicolo ma anche dalla lunghezza del periodo di imposta.
Le novità del 2007
La Finanziaria 2007 ha introdotto alcune novità per il bollo auto.In particolare, non è previsto alcun rincaro per le auto meno inquinanti, cioè Euro4 ed Euro5 mentre per le auto più inquinanti, invece, sono previsti leggeri aumenti, maggiore per le vetture Euro zero e via via decrescente per Euro1, Euro2, Euro3.Nessuna variazione colpirà i mezzi a trasporto promiscuo elettrici, a Gpl, a gas metano e ad idrogeno, indistintamente rispetto alla categoria di appartenenza (Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4). Saranno esentati da extra gabelle anche le vetture che pur non essendo immatricolate come ecologiche siano passate ad un sistema di carburazione a basso impatto ambientale.Nessuna sostanziale maggiorazione in vista anche per le vetture fino a 100 Kw (92% del parco circolante complessivo) mentre per tutti gli altri la maggiorazione sarà commisurata ai Kw eccedenti i 100 in una misura compresa tra gli 1,5 (Euro0) e gli 1,29 Euro/Kw (Euro 4 ed Euro 5) (ex. per un autovettura da 110 Kw l'aumento tariffario si applicherà ai 10 Kw con un costo aggiuntivo per i proprietari compreso tra i 12,9 e i 15 Euro). Abolita infine la tanto criticata tassa di 2 Euro a Kw per i mezzi oltre i 2600 Kg. Per le vetture immatricolate prima del 1 gennaio 2006 sotto i 100 Kw sono previsti rincari proporzionali all categoria di appartenenza:
  • Euro 0 (veicoli non catalizzati a benzina e i veicoli non ecodiesel, o immatricolati entro il 31.12.1992) pagheranno 3,00 Euro invece di 2,58.
  • Euro 1 (auto immatricolate dopo il 31.12.1992) pagheranno 2,90 invece di 2,58.
  • Euro 2 (auto immatricolate dopo il 01.01.1997) pagheranno 2,80 invece di 2,58.
  • Euro 3 (auto immatricolate dopo 01.01.2001) pagheranno 2,70 invece di 2,58.
Fortunati vincitori della "leggera revisione di bollo" sono in buona sostanza tutti i veicoli non catalizzati, immatricolati prima del 2006 o con potenza superiore i 100Kw.
Dove si paga
Il pagamento del bollo auto può essere effettuato presso tutti i soggetti abilitati valla riscossione dell’imposta:
  • ACI (Automobile club d'Italia), è operativo il servizio di telebollo: chi dispone della carta di credito può effettuare il pagamento telefonando all'ACI o Bollonet che permette di pagare il bollo tramite Internet.
  • Poste Italiane S.p.A.: dove esiste la convenzione con la regione il pagamento delle tasse automobilistiche può avvenire anche presso gli uffici postali mediante versamento sul conto corrente postale e la compilazione di moduli di bollettino preintestato.
  • Studi di consulenza automobilistica che abbiano sottoscritto la convenzione tipo.
  • Tabaccherie e ricevitorie del lotto: occorrerà in questo caso comunicare all'operatore tutti i dati necessari all'identificazione del veicolo, dell'importo e della scadenza (targa, regione, mesi di validità, scadenza).
  • Istituti di credito convenzionati: il pagamento dovrà avvenire utilizzando i moduli disponibili presso gli istituti bancari (Banca MPS, Banca di Roma, Banca Commerciale italiana, Bnl, Banca Popolare di Milano, Banca popolare di Sondrio, Cariplo, Banco Ambrosiano Veneto, Cassa di risparmio di Pistoia e Piacenza, Cassa di risparmio di Firenze, Cassa di risparmio di Lucca, Cassa di risparmio di Parma e Piacenza, Carismi).
  • Concessionarie della riscossione: molte regioni hanno abilitato alla riscossione del bollo auto alcune società già concessione della riscossione di altri tributi.
Quando pagarla
La scadenza per il rinnovo della tassa automobilistica varia naturalmente da veicolo a veicolo ma, in linea generale ci sono due regole che valgono:
  • collegarsi alla scadenza dell'ultima tassa automobilistica pagata se quest'ultima è stata determinata correttamente altrimenti alla scadenza esatta e chiedere il riallineamento;
  • pagare entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza della tassa precedente.
Auto usate
Per le auto usate bisogna distinguere due casi: uno è quello dell'acquisto da un privato e l’altro è quello dell’acquisto presso un rivenditore autorizzato. Nell'uno e nell'altro caso se l'auto usata è coperta da una tassa automobilistica in corso di validità il primo pagamento dell'acquirente deve sempre collegarsi alla scadenza della prima, con versamento da eseguire entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza. Se l'auto è acquistata presso un rivenditore che ha attivato il regime di esenzione, invece, si applicano le regole valide per l'immatricolazione delle auto nuove: è previsto un periodo di scadenza nuovo svincolato da quello previsto fino alla messa in esenzione. La scadenza dipenderà, infine, dal momento in cui il veicolo è stato immatricolato o rimesso in circolazione e dai periodi fissi previsti per la categoria a cui appartiene il veicolo.