La Romea è la strada statale più pericolosa d’Italia

Sempre in base a dati forniti dall'Aci in collaborazione con l'Istat, passiamo ora ad una disamina del numero degli incidenti stradali verificatisi nel 2006, alle loro conseguenze e ai motivi che portano ai sinistri. Nel 2006, su strade e autostrade italiane, si sono registrati 238.124 incidenti, lo 0,8 % in meno rispetto al bilancio 2005. Il numero dei morti è calato del 2,6 % a 5.669 decessi, quello dei feriti è sceso dello 0,6 % a 332.955. Gli incidenti avvengono soprattutto sulle strade urbane (il 76,5 % del totale), così come i morti (44 %) e i feriti (72,7 %), ma i sinistri più gravi si verificano sulle strade extraurbane: 6,1 decessi ogni 100 incidenti. I più a rischio sono i conducenti (66,1 % dei morti), seguiti dai passeggeri (20,5 %) e dai pedoni (13,4 %). Tra i conducenti, il maggior tributo di vite lo pagano i giovani tra i 21 e i 24 anni, mentre 18 bambini sotto i 10 anni muoiono o si feriscono ogni giorno a causa degli incidenti stradali.
Perché si verificano tanti incidenti? Le prime tre cause (che da sole incidono per quasi la metà dei casi) sono il mancato rispetto della precedenza (17,8 %), la guida distratta (15,4 %) e la velocità elevata (12,8 %). Stanno però aumentando sempre più i casi di guida in stato di ebbrezza, sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, o per causa di malore e colpo di sonno. I più frequenti sono gli scontri frontale-laterali (35,7 %) seguiti dai tamponamenti (18,3 %), ma i più pericolosi sono gli scontri frontali (5,4 morti ogni 100 incidenti) e gli urti contro gli ostacoli (4,9 morti ogni 100 incidenti). Il weekend è decisamente il più a rischio tra i giorni della settimana. Di domenica si registrano più decessi (17,7 %), di sabato più feriti (15,1 %) e di venerdì più incidenti (15,4 %). Il picco di incidentalità più elevata è intorno alle 18, ma il valore massimo dell'indice di mortalità è attorno alle 5 del mattino con 5,8 decessi ogni 100 incidenti. I mesi "neri" sono luglio per numero di incidenti, morti e feriti, agosto per l'indice di mortalità più elevato (2,7 morti ogni 100 incidenti).
Ogni giorno in Italia si verificano 652 incidenti stradali che causano la morte di 16 persone e il ferimento di altre 912. Sebbene nel periodo tra il 2000 e il 2006 gli incidenti siano diminuiti da 256.546 a 238.124 (- 7,2 %), i morti da 7.061 a 5.669 (- 19,7 %) e i feriti da 360.013 a 332.955 (- 7,5 %), resta ancora molto lontano l'obiettivo fissato dall'Unione Europea per l'anno 2010 che prevede la diminuzione del 50 % del numero dei morti sulle strade. Il nostro Paese è per ora fermo ad un calo del 19,7 %, apprezzabile sì, ma mai sufficiente. Con il trend attuale, è presumibile che entro il 2010 l'Italia arrivi ad una diminuzione delle vittime di circa il 30 %. Volendosi consolare, la rete ci viene in soccorso. Dai blog sparsi su Internet, si evince che la strada più pericolosa al mondo è la Friendship Highway che collega Lhasa (Tibet) con Katmandu (Nepal), seguita dalla Halsema Highway nelle Filippine.