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Il paradosso della sicurezza dei bambini a bordo

Il paradosso della sicurezza dei bambini a bordo

Questo è il tipico paradosso italiano. Siamo stati tra i primi a rendere obbligatorio l'utilizzo dei seggiolini per i bambini a bordo, siamo tra gli ultimi a far rispettare la norma. E poi ci indignamo se un bimbo perde la vita dopo un impatto neppure troppo violento. Vari filmati disponibili in rete fanno capire che anche in caso di urto a soli 50 orari, un bambino può essere sbalzato in avanti con gravi conseguenze, oppure che nel momento in cui lo si lascia libero di giocare a bordo, il semplice scoppio dell'airbag può provocarne il decesso. Forse, invece di pubblicizzare le prestazioni di vetture da 200 e passa orari, sarebbe meglio portare avanti campagne pubblicitarie ad hoc sulla sicurezza, magari per sensibilizzare i genitori al rispetto della vita dei propri figli... Questo sì che è un comportamento da terzo mondo!

Il comportamento al volante: una sciagura nazionale

Il comportamento al volante: una sciagura nazionale
Interpellati dai ricercatori che hanno curato il rapporto Aci-Censis, gli automobilisti italiani tendono ad assolversi nei comportamenti alla guida e anche quando ammettono di superare i limiti di velocità (il 24,2 % dei casi, è l'infrazione più diffusa) lo fanno perché giudicano i limiti troppo bassi. Il 23,6 % ammette di parcheggiare senza problemi in divieto di sosta, il 16,8 % ancora non utilizza le cinture e il 15,7 % parla al cellulare senza viva voce. Soltanto l'1,4 % ammette di guidare ogni tanto dopo aver bevuto troppo: facile capire che in questo caso si tratta di una piccola grande bugia. Lo dicono i fatti, lo dicono i sempre più numerosi incidenti causati da questa vera epidemia. Epidemia da combattere anche con maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine. Se consideriamo che da noi si fanno sforzi sovrumani per arrivare a un milione di controlli l'anno e che in Francia ce ne sono tre milioni, tutto torna, purtroppo.

Ultima tecnologia: l'E-Call automatico

Ultima tecnologia: l'E-Call automatico
In ultima analisi, e quando è possibile se l'incidente non è gravissimo, sta prendendo piede una campagna a favore delle automobili "intelligenti". La Commissione Europea vuole infatti diffondere la chiamata automatica di assistenza (E-Call) che viene inoltrata al numero paneuropeo 112 in caso di sinistro. L'UE vorrebbe che questo sistema diventasse di serie su tutte le auto nuove a partire dal 2010. Insieme ad altri otto Paesi, l'Italia ha già aderito al programma. Secondo la Commissione, se tutte le vetture fossero dotate dell'E-Call si potrebbero salvare fino a 2.500 vite ogni anno in Europa. E se tutte le auto avessero l'ESP di serie, le vite umane salvate sarebbero 4.000 l'anno, oltre ad evitare almeno 100 mila incidenti. Insomma, le Associazioni, le Case costruttrici e le Commissioni varie stanno facendo la loro parte per la sicurezza stradale. Basterebbe che si adeguassero anche gli automobilisti e basterebbe vigilare con più attenzione. Allora sì che il problema assumerebbe dimensioni "accettabili", per quanto sempre drammatiche. Un'utopia?

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