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Il grave problema delle infrastrutture

Il grave problema delle infrastrutture

Poniamo il caso che tutti i dispositivi delle auto funzionino, che i guidatori siano disciplinati e corretti, che la prevenzione sulle strade sia adeguata. Tutto sistemato? Nessun pericolo di rischiare la vita? Nient'affatto. Un problema atavico che rende l'Italia a livello quasi di "terzo mondo stradale" è rappresentato dalle infrastrutture: vecchie, mal gestite e spesso decisamente pericolose. Prendiamo le gallerie: purtroppo agli onori della cronaca recente per i due morti e i tanti intossicati di Lecco. In base all'ultima indagine di EuroTAP, i tunnel italiani risultano i peggiori d'Europa. Su 51 gallerie prese in esame, di cui sei italiane, le più inadeguate sono dislocate sulla Salerno-Reggio Calabria. Mancano estintori, idranti, semafori, telefoni, piani di gestione delle emergenze e dispositivi automatici di sicurezza. Per non parlare di strade sconnesse, ponti pericolanti, cartelli distrutti e mai sistemati, segnaletica non aggiornata o poco leggibile.

ESP: un contributo fondamentale, non ancora sufficientemente utilizzato

ESP: un contributo fondamentale, non ancora sufficientemente utilizzato
La sicurezza elettronica, inaugurata ormai trent'anni fa con l'apparizione del primo sistema frenante ABS, ha rivoluzionato in positivo la sicurezza attiva e passiva delle nostre automobili. Inizialmente riservato alle auto sportive e di lusso, l'ABS approdò alle utilitarie nel 1993 ed oggi è di serie praticamente su qualsiasi vettura. Più o meno lo stesso percorso del controllo della trazione. Discorso a parte merita il dispositivo per il controllo della stabilità: l'ESP. Ha esordito nel 1995 e si sta rapidamente diffondendo sulle vetture medio-piccole. Ma anche in questo caso, in base ai dati forniti dalla Bosch, il nostro risulta uno dei mercati meno "serviti" da questo sistema nell'Europa occidentale. La media delle auto nuove che vengono commercializzate in Italia dotate di serie di ESP è sì passato dal 14 % del 2003 al 35 % dello scorso anno, ma è altrettanto vero che in questa speciale classifica ci precedono Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Francia e Olanda con percentuali di poco migliori e Svezia e Germania con medie che arrivano rispettivamente al 77 e al 91 %. Le vetture dei segmenti E (alto di gamma) ed F (superlusso e supersportive) hanno l'ESP di serie. La percentuale cala (ma non di molto) sulle auto di segmento C e D, ma diventa ancora insufficiente sulle citycar e sulle compatte di segmento B. In Italia, per esempio, l'installazione standard dell'ESP riguarda soltanto il 10 % delle immatricolazioni di utilitarie nuove. Va lodato in questo senso lo sforzo di alcune Case come Opel teso ad offrire l'ESP di serie fin dai modelli più compatti e più diffusi come la Corsa. Non altrettanto si può dire, ad esempio, della nuova generazione della Renault Clio che nella maggior parte delle sue versioni lo prevede solo come optional intorno ai 600 Euro (vale lo stesso per la Ford Fiesta e per quasi tutte le Peugeot 207, le Toyota Yaris e le Volkswagen Polo). O il Gruppo Fiat che ha messo l'ESP di serie su buona parte della Grande Punto, ma non su tutte le varianti (in questo caso, montarlo costa 200 Euro), e non lo prevede sulla Lancia Ypsilon, se non come optional tra i 700 e gli 800 Euro. Ottima invece la scelta della Kia che lo offre di serie su tutta la gamma della nuova Cee'd (che ha anche la garanzia di sette anni), così come la Skoda con la Fabia. D'altronde l'ESP è una spesa e per altri costruttori rappresenta soltanto un'ulteriore "leva" di marketing nella lotta al coltello sui prezzi di listino.

Prevenire è meglio che curare

Prevenire è meglio che curare
In tema di sicurezza stradale, la vera priorità è quella di evitare gli incidenti. Particolarmente utili in tal senso sono sistemi come il Night Vision che permette la visione nitida anche di notte, i rilevatori di superamento della linea di corsia che evitano sbandamenti dovuti alla distrazione o ai colpi di sonno, i fari adattativi in curva che illuminano gli angoli bui e molti altri ritrovati tecnologici. Per ora radar e telecamere sono disponibili sulle vetture alto di gamma, ma sono destinati ad una rapida diffusione sulle auto più piccole. Anche la Volvo, da sempre all'avanguardia nella sicurezza, metterà presto a disposizione su buona parte della sua gamma il Driver Alert Control, sistema in grado di "leggere" gli occhi del guidatore e di lanciare l'allarme qualora rilevasse i primi accenni di distrazione o stanchezza. Altri sistemi meno complessi come l'Adaptive Cruise Control (che ha il compito di mantenere automaticamente la distanza di sicurezza nel traffico urbano) rendono la guida più rilassante, ma lasciano comunque e sempre il controllo al conducente. Tutti questi sistemi si rivelano fondamentali per la sicurezza stradale e permetterebbero di evitare migliaia di incidenti, anche mortali, se fossero in dotazione a tutte le vetture. Il fattore umano resta però centrale nella risoluzione del problema. Basti pensare ai recenti incidenti causati da ubriachi alla guida. La tecnologia ci può venire in aiuto. Non è escluso, ad esempio, che in un futuro non troppo lontano Volvo introduca sulle sue vetture un sistema che inibisce l'avviamento del motore se il conducente ha un tasso alcolemico superiore al consentito. Ma resta un gran lavoro da fare sugli automobilisti in termini di educazione stradale e civica. Un bel corso obbligatorio di guida sicura per il conseguimento della patente sarebbe auspicabile, magari con un contributo governativo, così come avviene per i problemi ambientali.

Ma quando l'incidente diventa inevitabile, ci dobbiamo affidare ai sistemi di sicurezza passiva. Qui entrano in gioco la struttura dell'auto e vari dispositivi che, congiuntamente, possono salvarci la vita. Praticamente tutte le auto moderne hanno le cinture pretensionate e almeno due airbag, quello per il guidatore e quello per il passeggero anteriore (molte Case hanno sviluppato però cuscini salvavita anche per la testa e per le ginocchia, oltre che per i passeggeri posteriori). Alcune sfruttano i sensori dei dispositivi di sicurezza attiva per migliorare quella passiva. È il caso del Pre-Safe della Mercedes che attiva tutti i sistemi di sicurezza passiva prima dell'impatto: le cinture vanno in tensione, le impostazioni dei sedili vengono regolate per ridurre i danni, tetto apribile e finestrini si chiudono e gli airbag si mettono sull'attenti. Un indicatore utile per scegliere l'auto più sicura è disponibile sul sito www.euroncap.com, ma non basta vedere le stelle, guardate anche il punteggio assoluto. Come per gli hotel, ci sono 5 stelle e 5 stelle!

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