Passi da gigante nella sicurezza attiva e passiva,ma il destino è sempre nelle mani dell'automobilista
Il costante sviluppo elettronico ha consentito negli ultimi decenni di compiere passi da gigante nella prevenzione degli incidenti stradali e di conseguenza nell'indice di mortalità alla guida. Ma non basta. È sufficiente un normale resoconto del weekend sulle nostre strade per capire quanto, nonostante gli aiuti elettronici e l'impegno delle Case costruttrici, il destino delle nostre vite rimanga sempre nelle nostre mani, nel nostro comportamento, nella nostra sensibilità.

Calano gli incidenti e il numero dei morti
Secondo gli ultimi dati statistici disponibili, resi noti dall'Istat, risultano ancora in flessione mortalità e numero di incidenti. Nel 2005, il numero dei morti ogni mille sinistri era sceso a 24 contro 25 dell'anno precedente, 29 del 2000 e addirittura 52 del 1980. Una tendenza chiara e ben delineata. Fino al 2002, invece, era in crescita il numero degli incidenti, passati da 163.770 del 1980 a 239.354. Ma anche in questo caso il trend si è poi invertito a partire dal 2003. L'Istat, sostenuto dalle varie associazioni nazionali, ammette che la ragione principale della riduzione della mortalità stradale è dovuta a quanto le Case hanno fatto per migliorare la sicurezza passiva dei veicoli. A confortare gli ultimi dati positivi (quelli del 2006 sono ancora in fase di elaborazione finale) anche il bilancio dell'esodo estivo, tracciato dall'Anas, dalla Polizia Stradale e dai Carabinieri. Gli incidenti mortali e il numero delle vittime sono diminuiti del 3,6 % rispetto ad un anno fa e, nonostante un incremento del traffico del 5 %, sono diminuite le ore che siamo stati costretti a passare in coda (-27%, dato riferito alla rete autostradale). La Polizia Stradale, tra il 1° luglio e il 31 agosto, ha impiegato oltre 85 mila pattuglie, accertando quasi 470 mila violazioni del Codice, decurtando 581 mila punti e ritirando 14.500 patenti.

Lo zampino della politica, non sempre efficiente
Certo che, comportamento indisciplinato degli automobilisti a parte, se ci fosse più attenzione da parte della Politica, le cose potrebbero migliorare molto più rapidamente. Proprio poco prima dell'esodo estivo era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge che modifica il Codice della Strada. Un segnale forte che va però seguito dai fatti. E non sempre questo succede, sono sufficienti le richieste di poche modifiche per far saltare tutto. Le novità, comunque da approvare in via definitiva, riguardano ben sette articoli. Guida senza patente - i trasgressori vengono puniti con un'ammenda che va da 2.257 a 9.032 Euro. Limitazioni ai neopatentati - per i primi tre anni dal conseguimento della patente non potranno guidare auto con potenza superiore a 50 kW/68 CV (prima era 60/82). Limiti di velocità - chi li supera di oltre 40 km/h rischia una sanzione tra 370 e 2.000 Euro e la sospensione della patente fino a un anno. Uso del cellulare - è consentito solo l'uso di apparecchi viva voce o dotati di auricolare. In caso contrario, sanzioni tra 148 e 594 Euro e sospensione della patente da uno a tre mesi se lo stesso guidatore commette un'ulteriore violazione nel corso del biennio successivo. Guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe - in precedenza c'era una sanzione uguale per un tasso alcolico compreso tra 0,5 e 1,5 grammi per litro. Ora si è introdotto un limite intermedio di 0,8. Previste pene alternative con svolgimento di servizi sociali presso istituti dove sono ricoverate le vittime di incidenti stradali. Consapevolezza dei rischi legati all'alcol - viene imposto alle discoteche ed ai gestori del locali di affiggere appositi cartelli per indicare i tassi alcolici pericolosi e verso quali infrazioni si incorre. L'ultimo articolo in esame stabilisce che queste disposizioni si applichino anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto