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Parcheggiare in città: Italia fanalino di coda europeo

by Autolink News®
Parcheggiare in città: Italia fanalino di coda europeo

A risolvere il problema ci ha provato soltanto la legge n. 122 del 1989, individuando le categorie di parcheggi necessari e finanziando quelli pubblici a rotazione. La legge aveva lo scopo di liberare le strade dalle auto, almeno parzialmente, per migliorare la circolazione.

Ma, dopo quasi vent'anni dall'entrata in vigore della legge, non tutti i finanziamenti assegnati sono stati utilizzati dalle città e in ogni caso la realizzazione di parcheggi è stata avviata con colpevole lentezza. Basti ricordare che le prime importanti realizzazioni di strutture di parcheggio nei centri urbani sono datate successivamente alla metà degli anni novanta. Siamo in netto ritardo, dunque, soprattutto tenendo conto che l'indice di motorizzazione italiano è secondo in Europa dietro la sola Germania.

Rispetto alle due edizioni precedenti dell'indagine, si evince ora come la sosta tariffata su strada (intesa come strumento di regolamentazione della mobilità in alternativa ad interventi di dubbia utilità come le zone a traffico limitato, i divieti di circolazione o le targhe alterne) è finalmente stata avviata in alcune città italiane in modo organico e razionale.

A Siena, Bologna, Torino e Brescia, per esempio, ma anche in altre città, sono stati adottati piani della sosta integranti ai progetti di mobilità con risultati interessanti in termini di regolamentazione e miglioramento delle situazioni di congestione. Per contro, in merito alla realizzazione di parcheggi tipo silos, sia di iniziativa pubblica che privata, sono state rilevate ancora gravi carenze ed insufficienze di offerta rispetto alla domanda effettiva e potenziale. Per equilibrare la domanda e l'offerta in materia di infrastrutture di parcheggio, l'indagine ha individuato una carenza residua di 350 mila posti auto da realizzare nel prossimo decennio.

Il raffronto con il numero di posti auto presenti nei centri storici delle dieci principali città capoluoghi di provincia (tra cui Roma, Milano, Napoli, Firenze, Bologna e Torino) con la situazione europea è impietoso. Da noi la media dei posti auto e parcheggi si assesta a circa 65 mila unità, mentre la sola città di Barcellona (ad esempio) può contare nel suo centro storico su oltre 110 mila posti auto.

Il risultato delle mancate realizzazioni di parcheggi porta come conseguenza ad avere le aree di suolo pubblico assolutamente invase sia di giorno che di notte da autovetture che occupano anche i divieti di sosta, i marciapiedi e tutte le zone possibili anche se non consentite o fuori dai regimi stradali.

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