Parcheggiare in città: Italia fanalino di coda europeo

Per chi non possiede un box o non ha acquistato un posto auto in un parcheggio all'aperto, il problema della sistemazione del ricovero della propria vettura in città, soprattutto nelle metropoli, sta diventando sempre più fastidioso. D'altronde il prezzo di un box nel centro di Roma può arrivare a 150 mila Euro, a Milano centro attorno ai 110 mila Euro, ma il record spetta a Portofino con 250 mila Euro. Il problema del parcheggio si colloca al secondo posto tra le cause di stress degli italiani. Ogni automobilista passa due anni della propria vita nella ricerca di un parcheggio sprecando dai 4 ai 14 minuti ogni volta che ne cerca uno. Se poi dovete giocare a "scacchi" per via del lavaggio delle strade, ci sono novità interessanti.
AIPARK (Associazione Italiana tra gli Operatori nel Settore della Sosta e dei Parcheggi) ha pubblicato di recente la terza edizione dell'Indagine nazionale su Sosta e Parcheggi nella quale ha cercato delle soluzioni al problema fornendo spunti stimolanti per Istituzioni, Enti Economici e Amministrazioni locali per affrontare in modo congiunto le problematiche delle soste fornendo delle risposte per il prossimo decennio, mirate a superare le attuali carenze ed allineare il nostro Paese (fortemente in ritardo) ai livelli degli altri principali mercati del Vecchio Continente.
La terza edizione dell'Indagine di AIPARK trae spunto dalla necessità di monitorare lo stato dell'arte della realizzazione dei parcheggi nelle più importanti città italiane e la gestione della sosta tariffata come elementi di regolamentazione della mobilità urbana. Contrariamente agli altri Paesi europei, con lo sviluppo della motorizzazione privata a partire dagli anni sessanta, l'Italia non ha visto uno sviluppo razionale delle infrastrutture necessarie per garantire la mobilità. O meglio, da noi tutto questo è avvenuto solo parzialmente.
Infatti, se la rete autostradale si è sviluppata in modo soddisfacente e coerente con l'incremento dei tassi di motorizzazione privata per la sua diffusione sul territorio (garantendo buone possibilità di circolazione) le strutture atte ad assicurare la sosta dei veicoli nei centri urbani non hanno avuto adeguati riscontri sia per le carenze legislative sia per mancanza di sensibilità e cultura nei confronti di un problema che negli altri Paesi europei è stato adeguatamente affrontato (e risolto) fin dagli anni settanta.