Allarme prezzi carburanti. Italia fanalino di coda

L'accelerazione impressa ai listini negli ultimi mesi, fino ai livelli record di oggi, ha quindi drasticamente diminuito, in termini di costi per i carburanti, il vantaggio legato al possesso di una vettura diesel. Se pensiamo che nel gennaio del 2000 la differenza era di 16 centesimi, si può ben immaginare il grido d'allarme lanciato anche dalle Associazioni nazionali Unrae e Anfia sul timore di un andamento al ribasso delle vendite delle auto nuove a gasolio in questo 2008.
Dalla quota di quasi il 60 % di fine 2006, si è già scesi a meno del 55 % e non è azzardato prevedere che a fine 2008 il diesel possa nuovamente scendere sotto il 50 %. Per fare qualche esempio, con i prezzi attuali, un pieno di gasolio per un'auto di media cilindrata costa attorno ai 68,90 Euro mentre quello della benzina costa 69,95 Euro: differenza cioè di soltanto 1,05 Euro, anche se, a parità di spesa, il diesel continua a fare più strada del benzina per via dei consumi medi più contenuti.
D'altronde, rispetto ad otto anni fa, è completamente cambiato il quadro di riferimento, a cominciare dalle quotazioni internazionali del petrolio (oltre i 100 dollari al barile, ormai, contro i 30 dollari del 2000) che a cascata pesano sul prezzo finale dei carburanti. Le vacanze pasquali sono costate agli automobilisti spese impensabili fino a un anno fa. Secondo elaborazioni del Codacons, considerando gli attuali listini e una media di quattro pieni di carburante a famiglia per l'intera durata della vacanza, ogni nucleo familiare ha speso 24 Euro in più rispetto a Pasqua 2007 viaggiando su un'auto a benzina e addirittura 48,4 Euro in più su una vettura a gasolio.
Questa situazione insostenibile avrebbe spinto una famiglia su cinque a rinunciare agli spostamenti in automobile a favore di altri mezzi come treni o aerei. L'Unione Petrolifera ritiene che l'impennata dei prezzi finali del diesel non sia da addebitare a comportamenti poco chiari da parte degli operatori, ma sarebbe da legare ad un'offerta non adeguata alla domanda e alla necessità (per l'Europa) di aumentare l'import di prodotti raffinati.
Contro i record quotidiani dei prezzi di benzina e gasolio, il Codacons lancia la campagna di autoriduzione dei consumi di carburante. Un decalogo con cui arrivare a tagliare anche il 15 % della spesa per carburante senza lasciare l'auto a casa.
- 1. Non conviene avere il piede pesante sull'acceleratore. Oltre agli incidenti e alle multe, si consuma molta più benzina.
- 2. Guida morbida. Ossia, non tirare le marce, accelerare senza strappi, non superare mai i 3.000-3.500 giri del motore, cercare di viaggiare a velocità costante, non frenare bruscamente.
- 3. Accendere i fari fa consumare più benzina. Spegneteli nelle strade urbane così come spegnete il condizionatore. Si può risparmiare fino al 10 %.
- 4. Benzinai. Non entrate nel primo distributore che vi capita. Anche se le differenze tra una compagnia e l'altra sembrano minime, in realtà se prendete l'abitudine di andare sempre dove si risparmia (ad esempio nei self service), vedrete che alla fine dell'anno la cifra sarà considerevole.
- 5. Pressione delle gomme. Gonfiate le gomme in modo corretto. Per ogni 0,2 bar di differenza rispetto alla giusta pressione i consumi aumentano dell'1-2 %.
- 6. Mantenete l'auto in perfetta efficienza, curando in particolare la pulizia e la taratura del carburatore, la pulizia del filtro d'aria e delle candele.
- 7. Usate l'auto se necessario.
- 8. No al bagagliaio sul tetto dell'auto. In tal modo peggiora la caratteristica aerodinamica del veicolo.
- 9. Marce alte. Ricordatevi che esiste anche la quinta marcia. L'inserimento del rapporto superiore consente, mediamente, di risparmiare il 10 % del carburante.
- 10. Semafori e soste brevi. In città si può risparmiare fino al 30 % del carburante se, quando si è fermi al semaforo, si spegne il motore. Inoltre non si inquina.