Vantaggi e svantaggi dei vari tipi di alimentazione
È la scelta da un lato più difficile da prendere da un punto di vista pratico, ma è anche la più economica dall'altro. L'installazione di un impianto a metano, infatti, comporta obbligatoriamente la presenza di una grossa bombola che si estende solitamente per tutta la larghezza del bagagliaio.
È però indubbio che, per chi non ha problemi di spazio né di approvvigionamento, il vantaggio economico è assicurato. Il metano, tra l'altro, garantisce l'ulteriore vantaggio che, non derivando dal petrolio, può consentire una diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.
Il metano utilizzato come combustibile per i veicoli registra emissioni inquinanti inferiori del 95 % rispetto agli idrocarburi volatili più dannosi, dell'85-90 % rispetto all'ossido di azoto e dell'80 % rispetto all'inquinamento fotochimico, senza dimenticare la quasi totale assenza di zolfo, piombo e del particolato PM10. Altri dettagli: un kg di metano corrisponde a circa 1,6 litri di benzina e un pieno di metano di un'auto di media cilindrata costa 11 Euro. In definitiva, il metano è il più semplice degli idrocarburi e la sua struttura molecolare consente di avere ottime qualità intrinseche del carburante ed un elevato potere antidetonante.
L'utilizzo del metano nel settore dell'autotrazione permette importanti riduzioni delle principali emissioni inquinanti, soprattutto del particolato PM10 nell'ambito della circolazione urbana. Per fare un esempio, il particolato nelle auto a metano è inferiore dell'8 % rispetto a quelle a benzina tra i veicoli leggeri e del 28 % rispetto a quelle a gasolio. Considerando gli autobus, la riduzione del particolato rispetto agli esemplari diesel è addirittura del 96 %. Ma quanto si risparmia davvero con il metano in termini di economicità nei consumi? Per la benzina il costo è di 10,14 centesimi di Euro al chilometro, per il diesel di 6,35 centesimi, per il GPL di 5,69 centesimi e per il metano di 4,51 centesimi.
Vuol dire che con il metano si risparmia il 56 % rispetto alla benzina e il 32 % rispetto al gasolio. E se fino a qualche tempo fa gli scettici del metano insistevano sulla mancanza della rete distributiva, questo argomento comincia a vacillare. Dopo la Germania (che vanta 720 distributori), l'Italia è infatti il Paese europeo dove esistono più impianti (630) con altri 70 attualmente in fase di costruzione o quasi completati. E pensare che soltanto sette anni fa erano esattamente la metà.
La regione italiana dove sorgono più distributori per il metano è l'Emilia Romagna con 109 impianti, seguita da Veneto (85), Marche (75), Toscana (67), Lombardia (60), Piemonte e Puglia (35) e Lazio con 31. I volumi di vendita sono in costante aumento. Lo scorso anno la quota del solo metano sul totale mercato è salita allo 0,38 % per circa 8.500 vetture, quella delle benzina+metano all'1,99 % per oltre 51 mila veicoli. Se ancora c'erano dei dubbi su quale alimentazione permette i maggiori risparmi, questi dati li dovrebbero aver fugati definitivamente.