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Speciale Euro 4
Le norme "Euro"

L'inquinamento ambientale è un problema che sta a cuore a tutti, soprattutto quando per preservare la salute della collettività si deve limitare la libertà individuale. Ed è proprio ciò che avviene sempre più di frequente nei centri urbani italiani a traffico elevato dove spesso le soglie limite di diversi inquinanti vengono superate, costringendo le municipalità a correre ai ripari. Pur consapevoli che la maggior parte dell'inquinamento deriva dagli impianti di riscaldamento e da altre fonti poco controllabili, i Comuni bloccano la circolazione degli autoveicoli con modalità diverse a seconda delle regioni. Una discriminante importante per sapere chi può circolare anche durante le giornate di blocco è diventata la famosa normativa Euro 4. Vediamo di cosa si tratta e in cosa differiscono le diverse normative antinquinamento.
La carta di circolazione

A partire dal 1996 le carte di circolazione riportano gli estremi anche delle direttive riguardanti le emissioni, nella parte dedicata alla descrizione delle caratteristiche tecniche del veicolo. Inoltre dal novembre 1999 le carte di circolazione stampate sul "modello unificato europeo" (con in alto a sinistra la sigla I circondata da 12 stelle) reca chiaramente indicata al rigo V.9 della "parte tecnica" la sigla della direttiva secondo la quale, per quanto riguarda le emissioni, è stato omologato il veicolo.
FAQ - GPL informazioni pratiche
Diesel e FAP
Sul libretto della circolazione alla lettera "K", c'è il numero di omologazione che indica se un auto ha il filtro antiparticolato FAP o meno. Questo codice, unico per ogni propulsore, è stato fornito dalle Case Costruttrici agli enti regionali che possono trasmetterlo alle forze dell'ordine per i controlli durante i giorni di blocco del traffico. L'elenco aggiornato con tutti i codici omologati è riportato sul sito
"Retrofit"
I veicoli dotati di "retrofit" (una marmitta catalitica cosiddetta "a due vie", applicata fino a qualche tempo fa su veicoli non catalizzati all'origine) non sono, secondo la normativa vigente, esclusi dai provvedimenti di limitazione alla circolazione e ricadono interamente nella classe "pre-Euro1".
Veicoli di fine serie
L'entrata in vigore obbligatoria di una direttiva comporta, da una certa data, l'impossibilità di immatricolare veicoli nuovi omologati secondo la direttiva precedente. Tuttavia, per circa un anno, in base ad esplicita autorizzazione della Motorizzazione, trasmessa anche all'UE, le Case produttrici hanno la possibilità di immatricolare veicoli "di vecchia omologazione", pari al 10% dei veicoli venduti nell'anno precedente (30% nel caso dei veicoli trasporto merci fino a 1.350 kg). Quando si acquista un veicolo nuovo di vecchia omologazione (spesso "a chilometri zero"), è ovvio attendersi e richiedere condizioni di vendita ben più favorevoli.Il fatto che siano contemporaneamente in vendita vetture omologate secondo direttive diverse è ammesso come "fenomeno di transizione" da una direttiva a quella successiva, consentendo l'acquisto a prezzo notevolmente scontato.Questo implica anche che, se si acquista un veicolo usato, non è sufficiente la data di immatricolazione per desumerne la direttiva di omologazione e, se lo si considera importante ai fini della decisione di acquisto, occorre comunque controllare la carta di circolazione per essere certi che si tratti di un modello "aggiornato" per quanto riguarda le emissioni, in modo da avere maggiori probabilità di sfuggire ai "blocchi". E' opportuno, in caso di dubbio, far inserire nel contratto o nella "commissione di acquisto" la clausola che il rispetto di una certa "norma" (attualmente, Euro 3 o 4) è requisito indispensabile.
L'ibrido benzina elettrico
All'aumentare del prezzo del petrolio proporzionalmente cresce la voglia di auto ecologiche in grado di inquinare pochissimo e consumare quasi nulla. Una guerra senza esclusione di colpi è in atto nel mondo delle quattro ruote. L'ultimo campo di battaglia è stato il Tokyo Motor Show di settembre. Sotto i riflettori della 39esima edizione i veicoli ibridi, mezzi dotati di due propulsori in grado di viaggiare sia con il tradizionale carburante che con un motore elettrico. Oggi si possono acquistare tre modelli dotati di due propulsori, termico ed elettrico. Si tratta della berlina Toyota Prius, della Suv Lexus Rx 400H e della tre volumi Honda Civic Ima. Questi modelli sono auto reali che chiunque può acquistare e guidare tutti i giorni. Insomma l'interesse per l'ibrido e per le auto ecologiche è alto e continua a crescere.
L'ibrido diesel (FAP) elettrico
Nel 2001 è stata presentata la prima auto diesel dotata allo scarico di FAP -Filtro Anti Particolato-. Un sistema che riduce il tristemente famoso PM 10, cioè le polvere sottili. Microsfere di carbonio sulle quali si depositano gli idrogeni incombusti dannosi per la salute. Oggi un prototipo Peugeot abbina la tecnologia del motore diesel HDi dotato di FAP a quella di una catena di trazione ibrida. L'ibridazione diesel consente, a parità di prestazioni, una vera rottura in termini di consumi, perché associa il rendimento di un motore HDi di bassa cilindrata, utilizzato nella sua gamma di funzionamento migliore, a quello di un motore elettrico, adatto soprattutto ai percorsi urbani. I consumi rilevati nel ciclo misto di 4.1 litri/100km comportano dunque un risparmio del 30% rispetto alla versione HDi di serie. Oltre al funzionamento in modalità completamente elettrica - in città e a basse velocità - che conferisce un elevato comfort acustico e a livello di vibrazioni, il gruppo motopropulsore ibrido HDi offre riprese nettamente migliori rispetto ad una soluzione tradizionale di potenza equivalente. Il PTMU (Power Train Management Unit ) gestisce i tre principali modi di funzionamento dei due motori, termico ed elettrico, per privilegiare i bassi consumi. Il motore elettrico funziona solo alle basse velocità e in fase di decelerazione, il motore termico funziona solo a velocità stabilizzata su strada e autostrada, mentre in caso di decisa accelerazione i due motori funzionano contemporaneamente. La gestione intelligente della frenata modula la ripartizione tra frenata elettrica (a recupero) e idraulica (a dissipazione), assicurando sempre, in via prioritaria, la sicurezza e poi il recupero di energia. Modo elettrico puro: la scelta di una guida "ZEV", Veicolo a emissioni zero. Un pulsante specifico inserisce la modalità utilizzo elettrico esteso. Il ricorso al motore termico, in questo caso, avviene solo nelle fasi di maggiore accelerazione. Il veicolo diventa cittadino per eccellenza, grazie alla totale assenza di emissioni inquinanti ed acustiche.