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LA NOVITA’
La nuova linea Gpl Tech della Opel nasce dalla collaborazione con l’italiana Landi Renzo, azienda leader a livello mondiale nella realizzazione di impianti a gas di petrolio liquefatto. Arricchita da maggio dall’arrivo dei modelli “green” di Astra e Meriva, la gamma in vendita nel nostro Paese viene trasformata a Livorno con la collaborazione dei tecnici dell’azienda italiana, in un impianto situato nella zona doganale del porto.
Le vetture a metano, invece, insieme alle bifuel a gpl destinate al resto d’Europa, vengono assemblate a Rüsselsheim, nel reparto veicoli speciali, lo stesso che realizza le sportivissime Opc e i mezzi destinati alla polizia tedesca. Per tutte le auto a doppia alimentazione, comunque, la garanzia è fornita direttamente dal costruttore ed è di due anni, anche se in Opel rassicurano che i loro motori sono fatti per durare almeno 300.000 km anche andando a gas.
SU STRADA
Disponibile sia con carrozzeria berlina a 5 porte sia con quella famigliare (Sports Tourer), la Astra 1.4 GPL-Tech Turbo vanta una potenza di 103 kW/140 cv ed è accreditata di consumi di Gpl rispettivamente di 7,9 litri e 8,1 litri per 100 km, superiori di poco più del 30 per cento rispetto alla benzina.
Esternamente l’Astra Gpl-Tech si riconosce solo per la targhetta e anche alla guida si fatica a capire che ci si trovi al volante di un veicolo a gas: nessuna vibrazione o calo del motore al passaggio dalla benzina al gpl, nessuna esitazione tipica dei veicoli bifuel di qualche anno fa. Medesimo il comportamento in velocità, anche perché i picchi massimi di potenza e coppia sono uguali con entrambi i carburanti. Una “magia” resa possibile dal turbo e da mappature diverse delle centraline a seconda che si viaggi a benzina o a gas.
Cambiano, però, gli andamenti delle curve di riferimento. Una maggior flemma in ripresa, quindi, è l’unica differenza che il guidatore attento può rilevare nell’utilizzo a gas ma basta premere un po’ più a fondo sull’acceleratore per far ritrovare alla Astra 1.4 turbo la sua solita verve. Insomma, in generale si viaggia bene, e si risparmia con la sola limitazione dell’assenza della ruota di scorta, sostituita da un kit di riparazione. La bombola toroidale del gas, infatti, viene alloggiata sotto il vano di carico, proprio dve di solito si trova il quinto pneumatico.
Da sottolineare come anche in città non si avverta nessuna esitazione nelle ripartenze ai semafori. Nell’abitacolo, infine, differenzia i modelli a benzina e Gpl-Tech la presenza in plancia del tasto di commutazione fra i due carburanti: l’operazione avviene in pochi secondi. Unico, invece, per entrambi i carburanti l’indicatore del serbatoio che segnala alternativamente il livello di quello in utilizzo.
MERCATO
In preordine da gennaio, in cosegna da maggio il modello a gpl è già stato scelto dal 17 per cento dei clienti Astra. L’impianto a gas per la Astra è proposto in listino a 2.000 euro, agli attuali costi dei carburanti, la soglia di pareggio rispetto al modello 1.4 a benzina si attesta quindi a circa 45.000 km. Attualmente però è in promozione e viene regalato, almeno sino a fine maggio. Insomma, comprandola subito si inizia a risparmiare già dalla prima accensione.
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